Tante cose sono state dette e tante copie sono state vendute. Mi riferisco a La solitudine dei numeri primi, il bel libro di Paolo Giordano.Ebbene, io credo che sia fondamentalmente una la causa/motivazione che ha fatto scaturire il grande successo (e Premio Strega) di un romanzo come questo.
E cioè che sono stati messi in mostra dei ritratti di persone fragilissime e nel contempo quanto mai reali. E' come se ci fossimo un po' tutti identificati in Alice e Mattia, due personaggi che difficilmente si staccano di dosso a romanzo finito. Sono loro il segreto del libro.
In pratica: Paolo Giordano come una sorta di Giovanni Allevi in versione narrativa, vale a dire una medesima poetica tesa alla rappresentazione chiara delle nostre parti più deboli e all'esplorazione piena di calore della quotidianità di persone anti-arriviste, sovraistruite e in perenne crisi di inadeguatezza.
Insomma, è un romanzo tremendamente contemporaneo.
E cioè che sono stati messi in mostra dei ritratti di persone fragilissime e nel contempo quanto mai reali. E' come se ci fossimo un po' tutti identificati in Alice e Mattia, due personaggi che difficilmente si staccano di dosso a romanzo finito. Sono loro il segreto del libro.
In pratica: Paolo Giordano come una sorta di Giovanni Allevi in versione narrativa, vale a dire una medesima poetica tesa alla rappresentazione chiara delle nostre parti più deboli e all'esplorazione piena di calore della quotidianità di persone anti-arriviste, sovraistruite e in perenne crisi di inadeguatezza.
1 commento:
Ciao Francesco, devo solo dirti che il tuo blog mi è stato molto utile fin'ora per la scelta dei libri da leggere.
Grazie
^_^
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