sabato 28 giugno 2008

Barack Obama _ Hillary Clinton

Che spettacolo Barack Obama + Hillary Clinton: insieme, affiatati, sullo stesso palco a Unity nel New Hampshire, a parlare di cambiamento e di speranza. Sono quanto di più bello, importante e visionario la politica mondiale stia offrendo in questo periodo.

(Non azzardiamo nemmeno un paragone, please, con la situazione della nostra Italietta, ultimamente quanto mai volgare e provinciale)

venerdì 27 giugno 2008

Libero _ Fabrizio Moro

Okay, lui è il mio cantante (italiano) preferito.
Si chiama Fabrizio Moro ed è un cantautore romano.
Prima o poi mi dovrò decidere a dedicare un bel po' di post su di lui, sulla sua storia.
Io lo seguo e lo stimo dal lontano 2000, quando portò a San Remo una ballata molto bella, Un giorno senza fine (trascurato da tutti)
Adesso Fabrizio è un cantante piuttosto famoso, specie dopo l'exploit di Pensa dell'anno scorso.

Questo che embeddo qui sotto è il video ufficiale del secondo singolo tratto dall'album Domani.
Si intitola: Libero.
E' semplicemente bellissimo.
Incaxxoso come tutti i pezzi di Fabrizio Moro, del Moro come diciamo noi suoi fans.

giovedì 26 giugno 2008

La vita quotidiana come rappresentazione _ Erving Goffman

vita quotidiana come rappresentazione erving goffman Ho letto questo libro, un classico della sociologia del 900, qualche giorno fa per un esame universitario, e insomma ve lo stra-consiglio .
L'autore, Erving Goffman, è (stato) un tipo decisamente originale e innovativo, un mito per molti suoi estimatori e lettori. In tutti i suoi scritti, e senza eccezione nel suo libro più importante e famoso "La vita quotidiana come rappresentazione" (diventato nel tempo un vero e proprio long seller) evita pesanti trattazioni teoriche, decidendo invece di parlare con un linguaggio fresco e naturale, andando a pescare, descrivere e analizzare aspetti a volte bizzarri, controversi e tra loro diversissimi della vita quotidiana. Un modo di fare (micro)sociologia controverso e inusuale, ma quanto mai efficace.

Il tema di fondo del libro, molto pirandelliano direi, è questo: ognuno di noi non vive la propria quotidianità e i rapporti con gli altri con vera autenticità, bensì attraverso un approccio propriamente drammaturgico. La vita individuale è, cioè, una incessante rappresentazione, e in quanto tale si struttura come un vero e proprio spettacolo teatrale. Ogni individuo recita più ruoli specifici, e più individui insieme recitano tanti ruoli coordinati tra loro formando così quella che Goffman definisce una equipe. Le nostre vite, dunque, sono per Goffman una continua preparazione allo spettacolo sulla ribalta, che è il momento della verità, davanti a un pubblico che è esso stesso a sua volta un altro attore/equipe.
Tali rappresentazioni sono le decine e centinaia di modi con cui ogni persona si dà al mondo e agli altri. Non si tratta di falsità, ma di comunicazione. Ognuno di noi, dice Goffman, vuole vendere sè stesso offrendosi al suo meglio, alla ricerca, forse, di adesione, conferme, rispetto, riconoscimento, amore.
Interessantissima, infine, l'analisi sul dietro le quinte, cioè gli spazi e i momenti più veri, in cui ci si rilassa e ci si può permettere di togliersi ogni maschera.

Una lettura piacevole, pregna, scorrevole, divertente, ma soprattutto attualissima.
Non ci crederete che questo libro è stato scritto nel 1956(!)

martedì 24 giugno 2008

La sottocultura _ Trash Purissimo

Caso mai vi foste persi l'ultimo post del mitico Daveblog, vi posto anche qui IL video dell'anno.
Due ragazze(?) rispondono a Pino Scotto, conduttore eccentrico di un programma musicale il quale aveva evidentemente criticato i Tokyo Hotel.
Il video è pazzesco, vi avverto.
Si tratta di trash purissimo, un esempio paradigmatico di autentica sottocultura.
Il becero e il ridicolo si rincorrono in una gara a perdifiato.
Un pezzo raro.
Il contenuto è violentissimo.
Consumare a stomaco pieno.

lunedì 23 giugno 2008

Un amore dell'altro mondo _ Tommaso Pincio

un amore dell'altro mondo - tommaso pincio Forse perfino la memoria di Kurt Cobain sta piano piano sbiadendo, o forse no.

Ve lo ricordate Cobain, quel ragazzo biondo e diffidente che divenne la voce di una intera generazione ed epoca, i primi anni 90?
Ebbene, c'è un libro, bellissimo e struggente, poetico e alienante, che parla proprio di Cobain. E' in giro da qualche anno, ma ve lo voglio segnalare lo stesso, nel caso eravate distratti.
Non si tratta di una biografia, ma di un affresco narrativo che dipinge con vivida bellezza l'esistenza di un tipo strambo e tenerissimo, Homer Alienson, nell'entroterra piovoso e metallico di un ovest statunitense acido e sconsolato. Alter ego di Cobain, il bellissimo personaggio di Homer inconterà a un certo punto proprio il mitico cantante dei Nirvana, personaggio solitario e irrequieto che vive sotto un ponte e che si fa di eroina.
E' l'incontro-scontro che porterà a una crescita e a un cambiamento di prospettiva.

Non aggiungo nient'altro perchè non voglio anticipare niente a coloro che decideranno di leggere questa bellissima storia, bella come tutte quelle storie che ti fanno ridere e ti fanno piangere.
Eh già, Un amore dell'altro mondo è un vero proprio piccolo gioiello di bellezza.
Qui una bella e completa recensione del romanzo.
Qui il sito di Tommaso Pincio.
Qui la rivista web di Pincio, "Aliens don't suck!"

sabato 21 giugno 2008

Barack Obama _ I love my country

Vengo a scoprire da Mello (generazioneblog.it) che in pratica in America funziona che ad ogni elezione, il candidato democratico realizza uno spot in cui parla della propria vita, e insomma questo qui sotto è quello di B. Obama, "I love my country".




Mi chiamo Barack Obama.
L'America è un paese fatto di famiglie forti e valori altrettanto forti. Nella mia vita sono stato fortunato in entrambe le cose. Sono stato cresciuto da una madre sola e dai miei nonni. Non avevano molto soldi ma mi hanno insegnato quei giusti valori tipici dell'Arkansas, dove loro sono cresciuti. L'accountability e credere in sè stessi; l'amore verso la propria patria, il lavorare duro e senza scuse, trattare il tuo vicino nello stesso modo in cui tu vuoi essere trattato... ...

venerdì 20 giugno 2008

6 x 4 _ (+ messaggio per Mountain View)

E il 20 giugno arrivò.

Io odio i compleanni e odio crescere.
Mai sentito parlare di Sindrome di Peter Pan?
Ecco...
Mi chiedo per quale caspita di motivo qualche gioiosa multinazionale farmaceutica non abbia ancora sfornato un seppur minimo farmaco che possa combattere questa terribile cosa. Sia chiaro: mi basterebbe anche un banalissimo placebo, sono un tipo influenzabile.

By the way...
Questi sono i miei VOTI per questa nuova età cadutami all'improvviso tra capo e collo:
  • prendere questa laurea specialistica del caxxo a cui tengo molto, e farlo quanto prima. novembre. che se mi ci metto ce la faccio.
  • iniziare ad affrontare le cose e a smetterla di deviare sempre. di fare finta di niente. di fare l'indiano con la duna insomma... (vabbè, questa era una moro-citazione per pochi intimi...)
  • smetterla di avere sempre paura (!)
  • iniziare finally a lavorare sul serio [Private_Confidential_Message for the attention of MOUNTAIN VIEW: Ok Guys, Don't You Think it's Time to Send THAT E-mail to the Milan_Guys, Asking Them What The_Hell They Are Waiting For Hiring This_(ME!)_Terrific Guy? I Think it's_Time, isn't_it? (it_is)]
  • essere contento di me stesso (!)

Il post è finito. Ritorno a studiare. Oggi è una giornata come le altre. Dico davvero.

Vabbè, per rendere il tutto un po' patetico, embeddo un video qui sotto. è la mia canzone preferita del mio cantante (italiano) preferito. il videoclip è così così ma la canzone è... wow.
Si intitola Parole Rumori e Giorni.



giovedì 19 giugno 2008

Twelve _ Nick McDonell

twelve nick mcdonell Chi legge questo blog lo sa, al sottoscritto piace soprattutto la narrativa giovane, innovativa, post-moderna. Se qualche post fa ho parlato di un libro, "Mele" di Richard Milward, ebbene anche in questo caso ci troviamo di fronte a un romanzo scritto da un giovane scrittore classe '84 (superba annata quella...)
Nick McDonell è un giovane novelist newyorkese, e Twelve è il suo romanzo d'esordio, scritto, tra l'altro, da poco più che adolescente.

Il romanzo parla di una Manhattan invernale, in cui i giovani protagonisti si incontrano e si scontrano in connessioni più o meno precarie all'insegno della droga, della violenza e della noia.
Sia lo stile sia i contenuti ricordano tantissimo Breat Easton Ellis; l'atmosfera sembra riprendere certi profumi dei film più belli di Gus Van Sant (qui ho parlato di Paranoid Park, il suo utlimo lavoro), dove adolescenti benestanti più o meno consapevoli impugnano armi omicide.

La scrittura è secca, minimal, asciutta, una telecamera che insegue in presa diretta gli inquieti protagonisti del romanzo, nuovi Giovani Holden metropolitani.
Twelve, insomma, è uno straordinario romanzo da leggere.

mercoledì 18 giugno 2008

Social Networks _ $$$

myspace Il web di oggi è 2.0, cioè: si mette al centro di tutto lo spirito di condivisione e la facilità di accesso alle informazioni.
In questo senso, insieme ai blog e ai wikis, i social networks fanno la parte del leone.
I due social networks più forti al momento sono, come si sa, Facebook e Myspace.
Ebbene, tralasciando il preminente aspetto sociologico e soffermandosi invece sull'ambito economico, si parla spesso della più o meno grande remuneratività di questi spazi on line, i quali dal canto loro possono vantare un bacino di utenza di decine di milioni di persone sparse in tutto il mondo.

Proprio riguardo a tutto questo Brian Stelter, editorialista del New York Times, fa il punto in questo suo ampio articolo esplicativo - traduzione in italiano via dagospia qui.

- UPDATE: Si possono davvero fare i soldi col 2.0? si chiedono su marketingarena.it -

martedì 17 giugno 2008

L'illusione del bene _ Cristina Comencini

cristina comencini - l'illusione del bene L'illusione del bene è un romanzo intelligente e profondo, che prende il toro per le corna. Il toro è l'evoluzione storica e politica del 900, le corna sono la condizione esistenziale del protagonista, Mario, un cinquantottenne ex comunista autore di programmi radiofonici, alle prese con tre figli nati da differenti matrimoni e una vita sentimentale altalenante e inquieta.
Attraverso una sincera ma nondimeno problematica nostalgia nei confronti di quello che il sogno del comunismo è stato, Mario non si capacita del fatto che la società contemporanea non si ponga i problemi dell'uguaglianza sociale. Vive con sofferenza il fatto che tutti attorno a lui pensino ad altro, e non si rassegna all'evidenza delle cose, ai silenzi dei suoi ex compagni, sostanzialmente al corso della storia.
Sarà a partire da questi stati d'animo che Mario intraprenderà un viaggio, fisico e interiore, al di dentro delle contraddizioni e della complessità di quello che il comunismo è stato, attreverso una trama narrativa che la Comencini tesse come al solito con grande uso di immagini e dialoghi realmente autentici e ficcanti.
L'illusione del bene non è, però, soltanto la scoperta del fallimento delle ideologie, ma anche un tentativo di andare a fondo sulla necessità degli uomini di rincorrere delle passioni, di identificarsi in uno scopo più alto e ambizioso. Di provare a individuare un senso, fosse anche una forma di bene che potrebbe rilevarsi, infine, soltanto un'illusione.

lunedì 16 giugno 2008

Porno _ Comunicazione

A volte non sono importanti le cose in sè, ma come queste vengono comunicate... anche Mcluhan lo diceva sempre, no?

Tutto è comunicazione, o lo può diventare. Watch at this!

domenica 15 giugno 2008

Fede+Briatore+Gregoraci _ L'isola di Lost


Questo blog vuole festeggiare le nozze di Briatore_Gregoraci attraverso la riproposizione di una storica e celeberrima foto scattata dalla famosa rivista avanguardista Chi.

E' davvero incredibile che in una stessa foto si possano ritrovare contemporaneamente:
  1. il meglio del giornalismo italiano (e forse europeo)
  2. la misteriosa e affascinante isola di Lost

  3. in fondo a sinistra, la capanna abitata agli inizi da Sawyer (per chi non lo conoscesse, è uno dei protagonisti di Lost)

  4. due bottiglie di Evian curiosamente congelate nonostante la temperatura rasenti occhio e croce qualcosa come 40°

Inutile aggiungere che il simpatico trio appartiene senz'altro al gruppo de "Gli altri" (chi guarda Lost sa cosa intendo) :-)

PS: per succulenti dettagli e affascinanti ipotesi circa il matrimonio dell'anno di ieri, vi rimando all'unico spazio competente in questi temi: l'ultimo post del daveblog.

-UPDATE: a scanso di equivoci, e contro qualsiasi forma di ipocrita snobberia, dico che concordo in toto con l'ultimo post di daria bignardi.

venerdì 13 giugno 2008

Marketing non convenzionale _ Cova/Giordano/Pallera

Marketing Non Convenzionale Il marketing deve gioco forza essere mutevole e rapportarsi in continuazione con la società a cui si rivolge e di cui si nutre.
Ipotizzare una concezione monolitica del marketing come pura tecnica di ideazione e sviluppo delle cd. 4 p (Prodotto, Promozione, Punto vendita, Prezzo) sarebbe sbagliato per due motivi:
1) il rischio fortissimo dell'automizzazione dei processi di creazione di valore a discapito di ogni approccio innovativo e creativo; ma soprattutto
2) il rischio dell'autoreferenzialità e di una concezione autarchica del mktg a discapito di quello che rimane il vero punto di riferimento imprescindibile delle aziende: il cliente, il consumatore, le persone.
Ancora una volta, insomma, comprendere le dinamiche e i movimenti della società è lo scopo (e strumento!) imprescindibile per ogni azienda.

Marketing non convenzionale - Viral, Guerrilla, Tribal
parla proprio dei nuovi sviluppi che il mktg sta affrontando nella contemporaneità. L'approccio degli autori prende le mosse da un'impostazione esplicitamente post-moderna, riuscendo nell'intento di descrivere in modo efficace e ficcante le nuove tendenze.
La posmodernità, sinergia tra arcaismo e sviluppo tecnologico, fra progresso e primitivismo, è la nuova cifra attraverso cui spiegare e capire le tante e piccole narrazioni dei nostri giorni.
Possiamo riassumere questa cifra nei concetti del relativismo dei valori e nel fallimento del progetto illuminista; la crisi che il mktg ha attraversato nell'ultimo ventennio si è generata in primo luogo a partire dalle fratture provocate dal fallimento del progetto illuminista della modernità. Si constata soltanto oggi che il mito del progresso sociale continuo, attraverso il processo di liberazione individuale, è silenziosamente naufragato nel corso degli anni ottanta con la conseguenza che il marketing si è trovato improvvisamente con strumenti metodologici e modelli analitici del tutto obsoleti e inadeguati a decodificare la nuova realtà postmoderna.
Lo sbocco del mktg è dunque quello di divenire societing, dove l'impresa non è un semplice attore che si adatta al mercato , ma un attore sociale inserito nel contesto sociale, e per cui il consumatore non è più un bersaglio/target da influenzare, ma una persona da cui imparare e con cui dialogare da pari a pari.
Qui il link per NinjaMarketing.it, sito/blog-laboratorio creato da due degli autori del libro.

Il bello dello studio della comunicazione d'impresa - e di libri come questo - è il fatto che non si tratta solamente di meri strumenti teorici e applicativi di mktg, ma anche e sopratutto un punto di vista privilegiato per comprendere la contemporaneità.

mercoledì 11 giugno 2008

Mele _ Richard Milward

richard milward mele Volete leggere un bel libro?
Leggete Mele, di Richard Milward.
Classe 1984, Milward esordisce con questo romanzo sfolgorante, di quelli che li leggi e dici: wow.
I due giovani protagonisti di Mele si chiamano Adam e Eve. Lui è un ragazzo sfigato, paranoico, vergine e complessato. Lei invece è bellissima, sfavillante, glamour, richiestissima.

Compagni di classe, entrambi hanno 15 anni e vivono dentro una provincia inglese che trabocca di droghe sintetiche, cocktails alcolici fruttati e sesso disinibito. Dietro a tutto ciò, si svelano i piccoli drammi familiari ed esistenziali di tutti i personaggi di Apples, adolescenti che risultano infine teneri nella loro incapacità di dare un senso agli eventi, incapaci di costruire una prospettiva e un orizzonte. Di avere sogni.
L'aspetto più bello di questo straordinario romanzo è proprio la panoramica, nitida e intensa, che viene fatta sui ragazzi/e protagonisti del libro, su una generazione che non vede l'ora di crescere per scoprire poi che le persone, i sentimenti e il rapporto con gli altri sono e continuano a essere tutte cose dannatamente complicate e spesso ancora prive di un senso definito.
Alla fine, sarà un medesimo e profondo senso di autenticità a gettare un ponte tra i due universi di Adam ed Eve e a scaldare, con un po' di tenerezza, la crudezza del mondo di Mele.
Sì, perchè alla fine Mele è anche e soprattuto un romanzo pieno di dolcezza, in fondo. Appunto: in fondo. Bisogna scavare, insomma.

richard milwardScrittura netta, secca, trascinante, efficacissima. Il tutto ricorda il miglior Irvine Welsh (Trainspotting).
Qui un'intervista davvero bella di R.M. al Guardian.
Qui un'altra intervista del giovane scrittore, stavolta alla BBC.

L'incipit è pazzescamente bello:
Io e le ragazze siamo andate da McDonald's la sera che mia madre ha scoperto di avere il cancro ai polmoni.

martedì 10 giugno 2008

Tronky (ferrero) _ Spot


  • 1993: dentro la sala d'attesa di uno studio medico, una ragazzina si rallegra mangiando Tronky a tutto spiano e offrendoli a destra e a manca. La cosa stupefacente di questo commercial è senza dubbio il jingle. Sfido tutti quelli/e nati nei gioiosi anni 80 a non ricordarselo. Certe cose ti entrano nella mente e non escono mai più. Ah, i danni della tv commerciale... :)
    Una particolare menzione merita, poi, il pseudo-vestito della ragazzina (ma che roba è?) senza contare infine quella specie di gallina morta che la signora più anziana ha in testa (ma perchè?)
    In conclusione: non so se siete d'accordo, ma secondo me questo spot ricorda tantissimo il primo decennio/decennio e mezzo delle tv commerciali, inzuppate di tonnellate di spot di non altissimo livello.





  • 1997: una coppia di fidanzati, vestita (non si sa perchè) in stile anni 80 e dunque malissimo, mangia tronky furiosamente. Sono al cinema e i due fanno un casino pazzesco, tutti concentrati sui tronky e fregandosene allegramente del film. Al che gli attori del film si incacchiano e gli fregano i tronky uscendo dallo schermo. Roba da matti.
    Da notare: il pay off, una parte della body copy e addirittura alcune immagini sono le stesse dello spot del '93.





  • 2008: finalmente ci si modernizza e la Ferrero tira fuori un po' più di soldi (vabbè, si fa per dire, visto che la Ferrero è da sempre uno dei più grossi big spender nell'advertising televisivo) e realizza uno spot come si deve. Protagonisti i tre del trio medusa (le iene). Fanno un po' gli scemi, comunque divertenti. Molto astuta la scelta di buttare lì, quasi con nonchalance, che "se siete a dieta potete dire che è un grissino" (si tace evidentemente il fatto che un tronky ha quasi cento calorie, che per 18 grammi di dolce non sono mica pochi... non sono forse queste le cose fondamentali della vita?)
    E poi: brand extension! L'estensione del prodotto è una versione al cocco. Che dire: devo AS-SO-LU-TA-MEN-TE provarlo! :) Vi farò sapere.


lunedì 9 giugno 2008

Aziende _ Employer Branding

Detto in poche parole, l'employer branding consiste nella capacità di attrazione e reclutamento dei talenti e dei professionisti da parte delle aziende.
Si tratta di una nuova forma di comunicazione aziendale, molto peculiare e molto 2.0.
Nel video che embeddo qui sotto, ideato e prodotto da Stakastagista e da quelli di Think Communication, e che in più vede la partecipazione di alcuni professori della Sapienza, si parla proprio di questo.
Qui il post specifico. Tutto è very interesting.

domenica 8 giugno 2008

My _ Self

Sono passati tanti anni, ma certe cose restano.
Io e G. abbiamo passato dentro la stessa classe delle elementari centinaia di mattinate. Non eravamo veramente amici-amici, eravamo diversi. Lui era uno furbo, casinista, che prendeva un sacco di note. Io, invece, già da allora stavo dalla parte dei buoni e dei giusti, diligente, il primo della classe. Molto noioso, insomma.
Poi arrivarono le medie, il liceo, l'università. Ci frequentammo ancora per un po', dentro la classe stretta di un catechismo che per noi era una specie di ricreazione pomeridiana, a ripetere ave marie e padre nostri con poca convinzione. Le nostre strade, poi, hanno preso direzioni diverse e chissà se incontrandoci per strada ci saremmo riconosciuti. Forse no.

G. è morto ieri, dentro una smart, in un mattino di un giugno di merda e senza sole, sopra una strada maledetta. Assieme a G, dentro la smart, c'era un altro ragazzo, anche lui suo e mio coetaneo, il quale, esattamente come me, il 20 giugno avrebbe dovuto compiere 24 anni. La smart adesso è un piccolo groviglio di lamiera colorata, sembra quasi un'opera d'arte contemporanea.

E' da ieri che la mia mente, a dispetto della mia volontà, mi rifornisce di dati, ricordi, immagini, flashback. Sono ricordi sommersi, che tornano a galla da soli e senza chiedere il permesso. Sono frammenti, strappi, spezzoni di una vita che sembrano appartenere a un'altra epoca e a un'altra persona.
La prima cosa che mi viene in mente ripensando a G. è un grembiule azzurro, stretto dentro un corpo già massiccio, e poi il suo sguardo scaltro, pronto a combinarne una quanto prima.

Dove sei andato, G.? Perchè io ero uno che studiava e tu no, chi aveva ragione? Che cosa facevi nella vita ultimamente? Quanti sogni avevi?
Morire è qualcosa di sbagliato, ma morire a 23 anni è qualcosa di profondamente ingiusto.
Le cose, le storie, le nostre esistenze... sono davvero così precarie? E' davvero così? Ieri ridevi, parlavi, piangevi, mangiavi, sognavi, e poi più nulla? E' davvero tutto così, così insensato? Che fine hanno fatto quelle mattine lì, con gli zaini enormi sopra le nostre schiene e una vita ancora tutta da vivere davanti a noi, inconsapevoli ragazzini degli anni novanta?

sabato 7 giugno 2008

Hillary Clinton _ Endorsement Speech

Hillary Clinton ufficializza, attraverso il bellissimo discorso che embeddo qui sotto, il suo endorsement per Barack Obama, anche se ancora non chiarisce quale sarà il suo ruolo in un possibile governo democratico (vicepresidenza, dicono un po' tutti)

I politici italiani dovrebbero imparare cosa vuol dire argomentare in pubblico da leader, riuscendo a creare energia e pathos nell'aria (e nel web)

1/4 2/4

3/4 4/4

venerdì 6 giugno 2008

giovedì 5 giugno 2008

Leggere _ è _ fighissimo

leggere Se c'è una cosa che non mi piace della mia generazione è la sua avversione verso i libri e in modo più specifico verso la narrativa.
Certo, dirà qualcuno, le cause sono tante e profonde, da ricercarsi nella storica disaffezione tipicamente italiana verso la lettura, disaffezzione registrata dalle statistiche praticamente da sempre. E questo è senza dubbio vero, verissimo. A mio modo di vedere manca alla base una vera e propria cultura del leggere, che poi si sostanzia in una poca abitudine ad avere nella quotidianità l'oggetto libro tra le mani o sotto l'occhio.

Qualcuno dirà: sì, vabbè, si vive benissimo anche senza leggere... Sic! Beh, certo, si vive anche senza cinema, senza musica, senza curiosità alcuna, certo. Non si muore mica stando tutto il giorno davanti alla tv commerciale analogica. Tutto ruota intorno alla semantica della parola vita, credo. Un problema mica da poco.

Ma-che-poi-diciamolo: la lettura è qualcosa che riguarda ciascuno di noi, in prima persona, perchè quando si legge, in realtà si scopre sempre un po' sè stessi, perchè i personaggi e le loro vicessitudini, emozioni, sbagli, colpi di testa, sono i nostri sbagli, emozioni e colpi di testa. Leggere è un po' scoprirsi e riscoprirsi ogni volta, riconoscersi dentro un dialogo, un personaggio, una descrizione, uno stato d'animo. Leggere è capirsi, leggersi dentro. Perchè privarsi di questa cosa così bella, importante e anche economica a livello di denaro?

Qualcuno dirà, magari sospirando: "E' vero, sai, ma purtroppo non ho tempo". Sono i peggiori. Leggere non è una cosa cronologica, ma mentale. Non ha a che fare con quanti libri leggi al mese o all'anno e con che velocità, non importa. Leggere vuol dire avere nella mente una trama, un personaggio, la curiosità di come andrà a finire. Leggere è un modo di essere, di fare. Leggere è anche 5 minuti in autobus.

Flashback: io sono nato e cresciuto dentro una casa che era piena di libri, sparsi ovunque, aperti, chiusi, sottolineati, con le pieghe per tenere il segno, colorati, vecchissimi e appena comprati, persi e poi ritrovati, impolverati, poggiati sul comodino o lasciati in giro.
C'è un ricordo, tra i mille altri, che è molto preciso della mia infanzia: una delle prime volte che sono andato, ancora piccolo, dentro una casa di un mio amichetto di quei tempi, mi stupii tantissimo del fatto che... non c'erano libri! Una casa priva di libri, come dire: qualcosa di assurdo, sbagliato. E poi la "libreria", beh, consisteva in pratica in un paio di scaffali in soggiorno sui quali vi era poggiato giusto qualche romanzo, qualche libro scolastico ed altre cose. Incroyable!

E dunque che fare? Bisogna costruire una cultura del libro e del leggere. Come? Parlandone, innanzitutto. Nei dibattiti televisivi, sui giornali, nei blog, bisogna dirlo. Bisogna dirlo che leggere è un piacere troppo forte per essere soffocato dallo stereotipo scolastico per cui leggere è una cosa noiosa, che non mi riguarda.
Quello che vorrei poter dire alla mia generazione (e questo blog è un piccolissimo tentativo in questo senso) è che la lettura è qualcosa di fighissimo, di realmente trasgressivo, sovversivo. Dico davvero. Provateci. Male che vi vada, non vi uscirà mica il sangue dal naso.

mercoledì 4 giugno 2008

Barack Obama _ Announcement Speech

E' ufficiale: Barack Obama vince le primarie del Partito Democratico. Per la prima volta nella storia, un candidato afro-americano punta alla presidenza degli Stati Uniti.

Tutto ebbe inizio il 10 febbraio del 2007, a Springfield (tipo Simpson) nell'Illinois: Barack Obama annunciava la sua candidatura alle primarie del pd.
(qui il testo del discorso)

martedì 3 giugno 2008

Collisioni (B. Vespa _ R. Saviano)

Ieri sera, Porta a Porta: Bruno Vespa si chiedeva se fosse giusto che un film come Gomorra desse una immagine così terribile dell'Italia. E' davvero un peccato che gli ospiti in studio, parlamentari del pd e del pdl, non gli abbiano risposto dicendogli che la battaglia contro le mafie è prima di tutto una questione culturale, e che l'opera di R. Saviano, letteraria prima e cinematografica poi, è qualcosa di straordinariamente importante da questo punto di vista. Non è forse la consapevolezza il fondamento da cui poter costruire ogni cosa?

Il film, regia di Matteo Garrone, ha ricevuto molti consensi e plausi al Festival di Cannes. Ne parlerò in un mio post successivo, per ora mi limito a consigliarlo a coloro che non l'hanno visto: fatelo, perchè il film vale. Oltretutto, la pellicola è - possiamo dire - autonoma rispetto al libro, dal momento che la sceneggiatura ne prescinde quasi completamente, nonostante le atmosfere e la drammatica intensità siano le stesse (qui c'è il mio post di un paio di mesi fa dove parlo del libro)
Sempre riguardo al film, segnalo lo scetticismo di Matteo Bordone (alias Freddy Nietzsche) il quale non ne è rimasto propriamente entusiasta. Spunti interessanti, secondo me.

Nel frattempo, per la cronaca, a Casal di Principe si continua a sparare. Diciotto colpi di arma da fuoco hanno ucciso Michele Orsi, a quanto pare per motivi di vendetta.
Di questo ennesimo tragico episodio ne parla anche Roberto Saviano nell'ultimo post del blog del suo myspace.

lunedì 2 giugno 2008

Bobby _ Emilio Estevez

Uno dei film pià belli che io abbia mai visto è senza dubbio Bobby, uscito nelle sale nel 2006 (regia di Emilio Estevez - starring Anthony Hopkins, Helen Hunt, Demi Moore, Sharon Stone, Ashton Kutcher, Joshua Jackson) adesso disponibile in dvd.
E' una storia corale, che descrive e mostra le vicende degli uomini e donne le cui vite gravitavano, proprio in quei giorni maledetti, intorno all'Ambassador Hotel, lo stesso hotel dove Robert Kennedy - fratello minore di John K., da tutti chiamato semplicemente Bobby - avrebbe dovuto tenere un discorso come vincitore delle primarie del partito democratico in previsione del rush finale per la presidenza degli Stati Uniti d'America, e dove invece fu ferito da un colpo di pistola che gli perforò il cuore, per mano di un esaltato di origine giordana. Era il 5 giugno 1968; Bobby sarebbe morto in ospedale due giorni più tardi, dando un ultimo e terribile scossone ad un'America che ancora doveva elaborare le morti di Martin Luther King, Malcom X e dello stesso John Kennedy.
Film struggente, forte, politico, emozionale, intenso. Ci catapulta nelle musiche e nell'atmosfera del 68 americano, fatto di tante contraddizioni e di nuove speranze.
Da vedere senz'altro.

Il feretro di Bob Kennedy attraversò via treno tutta l'America, da New York a Washington. Queste stupende fotografie, scattate da Paul Fusco e in mostra dal 5 giugno, sono state fatte dal convoglio stesso e immortalano le migliaia di persone che si assieparono per tutte le centinaia di kilometri del percorso ferroviario in cui passò il cd. Funeral Train.

Qui sotto uno storico, drammatico ed indimenticabile discorso tenuto dal senatore Bob Kennedy nella triste occasione dell'uccisione di Marter Luther King (sottotitoli in italiano). A seguire, le tragiche sequenze dell'assassinio del senatore stesso.

Non dite a mia madre che sono un blogger _ Lei mi crede pianista in un bordello